martedì 22 maggio 2012 0 commenti

La strada non presa

Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrere entrambe,
essendo un sol viaggiatore, a lungo indugiai
e ne fissai a lungo una, più lontano che potevo
fino a dove si perdeva nel sottobosco.
Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
forse con pretese migliori,
e forse sembrava messa meglio,
perché era erbosa e meno calpestata;
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Oh, mi riservai la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitavo sarei mai tornato indietro.
Questa storia racconterò con un sospiro
da qualche parte, tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io…
io presi la meno battuta,
e di qui ogni differenza è venuta.
Robert Frost (1874 – 1963), poeta statunitense

Questa poesia è bellissima per il suo profondo e chiaro significato. La vita, molto spesso, ci si presenta come un bivio. A volte vale la pena di prendere la via meno battuta, vincendo la paura e cedendo alla curiosità.
giovedì 8 marzo 2012 1 commenti

The Saga of Biorn


Cosa succede se un Vichingo che vuole accedere al Walhalla ci riesce solo morendo onoratamente salvando delle suore cattoliche?
(sottotitoli in italiano) 

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The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmor


The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore é il titolo di un libro e di un cortometraggio premiato agli Oscar 2012 e realizzato da William Joyce eBrandon Oldenburg,
L'ho trovato molto bello e anche dolce, per il modo in cui il protagonista trova l'ispirazione e riempie la vita dei lettori con la luce. Senza contare che l'intera scenografia - in parte “ispirata a Steamboat Bill Jr.” con Buster Keaton e al ciclone de Il Mago di Oz - è originale e divertente. 
Inoltre, se vi piace Humpty Dumpty, apprezzerete maggiormente questo microfilm, in cui il famoso uovo delle storie di mamma Oca, ha un ruolo niente male. Buona visione. 
ps.: è muto, quindi non c'è bisogno di conoscere l'inglese  ^^


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Kony 2012




Guardate quest’uomo.
Quali siano i vostri canoni estetici, si può dire che sia di aspetto gradevole. Probabilmente ha una trentina d’anni, forse qualcuno di meno. Per un attimo, non pensate a lui come ad un soldato, ma come ad un uomo qualsiasi. Potrebbe essere un qualunque giovane dall’aria taciturna, un operaio o uno studente. E’ stato rapito dal suo villaggio mentre andava a scuola, dove i suoi genitori, due insegnanti, lo avevano iscritto. Aveva una decina di anni. Come tutti i bambini del suo villaggio, pare gli fosse stato insegnato che se i ribelli ti rapiscono devi dargli un nome falso oppure, se scappi o succede qualcosa che non è di loro gradimento, risaliranno al tuo villaggio e uccideranno tutti. E’ stato rapito dall’Esercito di Resistenza del Signore (o Lord's Resistance Army - LRA), una forza ribelle armata che cerca di stabilire la teocrazia cristiana (con contaminazioni islamiche e animiste), guidato dal leader spirituale Joseph Kony(in basso).

L’LRA invade i villaggi. Cerca di sconfiggere le forze armate dello Stato. Mutila brutalmente chiunque, massacra di botte chiunque. Stupra le donne. Costringe le persone ad uccidere i loro parenti e a trasportare i ribelli che rimangono uccisi nei conflitti. Ruba divise militari e armi quando ne trova. E soprattutto, in quasi 26 anni di attività, vissuti tra le foreste ugandesi e sudanesi, ha rapito oltre 20mila bambini.

Le bambine diventano schiave del sesso/soldatesse/incubatrici per i loro figli.
I bambini – perché se sono più piccoli possono essere soggiogati – come prima cosa vengono picchiati con una verga. Ripetutamente. Per far capire chi comanda e a cosa devono imparare a resistere. Dopo una filippica sull’LRA, spiegano loro che devono dimenticarsi del loro passato. Poi segnano i loro nomi su un taccuino, per far capire ai ragazzini che sanno tutto di loro e che non si scappa dall’LRA. Non è concesso piangere, né mostrarsi troppo pensierosi o nostalgici. Non è permesso esitare o disubbidire agli ordini, o perde munizioni o armi, né scappare, né cucinare o avere rapporti o mangiare determinati alimenti durante il ciclo mestruale. In tutti questi casi si è puniti con un sacco di botte, il più delle volte si muore per mano degli ex compagni, spesso appena adolescenti. Alle reclute viene detto che se l’esercito regolare li rapisce, saranno uccisi.
L’esercito di Kony costringe, ogni tanto, giusto per provare la loro forza di resistenza e volontà, i ragazzini a bere un po’ di sangue dei morti, a rotolarsi nella pozza di sangue, a mangiare seduti su un cadavere appena ucciso. Ogni tanto, all’improvviso, uno dei soldati alti in grado si avvicina ad un bambino e lo fa stendere: “Tu vuoi tornare a casa, lo so. E vero?” Poi lo fa rialzare. E il bambino capisce che non ha via di scampo, che Kony e company gli leggono nel pensiero e il terrore che ha provato in quel momento, la paura di essere ucciso all’istante, basta a fargli dimenticare della sua famiglia.
In una simile situazione o ti adegui o muori, e siccome l’istinto alla sopravvivenza è forte in ogni essere vivente, questi bambini diventano dei giovanissimi soldati, in età in cui si leggono le favole e si ha bisogno dei genitori più di tutto.
L’uomo della foto ha seguito la stessa sorte dei tantissimi bambini rapiti.
Però, rispetto a loro, aveva una marcia in più.
Tutti coloro che sono riusciti a fuggire e sono stati invitati a parlare di lui lo hanno descritto come leale, obbediente, uno stratega in grado di animare il più codardo degli uomini, coraggioso o forse temerario, in grado di sopravvivere alle guerre più aspre.
Siccome molti, fra gli alti vertici, sono stati o eliminati dal capo Kony o uccisi durante i combattimenti contro gli eserciti regolari, l’ex bambino soldato ha fatto carriera molto in fretta, diventando il numero tre dell’LRA.

Guardate quest’uomo. Si chiama Dominic. Dominic “Odomi” Ongwen. Probabilmente “Ongwen” è un cognome inventato.
C’è un’altra cosa che tutti dicono di lui: è crudele. Molto crudele.
Dominic Ongwen é un criminale di guerra. 
Nel 2005, la Corte Penale Internazionale ha spiccato un mandato internazionale di arresto nei suoi confronti. Nel 2006, fu prima dato per morto dopo un conflitto armato contro l’UPDF (Uganda Peoples Defence Force) e poi si scoprì che in realtà era vivo e vegeto e si era spostato nel sud Sudan.

E’ il più giovane criminale di guerra ed il primo ad essere imputato per le stesse cose che lui ha subito: 3 imputazioni per crimini contro l’umanità, 4 imputazioni per crimini di guerra, incluso trattamenti inumani contro i civili, omicidio e saccheggio. Per questo c’è chi pensa che andrebbe riabilitato nella comunità ma chi è sopravvissuto ad atroci mutilazioni, è stato costretto ad imbracciare un fucile per uccidere un bambino, o ha visto rapire suo figlio, chiede che Ongwen sia processato e sbattuto in carcere.


Per la prima volta, ieri ho visto questo video di “Invisible Children Inc”. Si tratta di un’associazione apolitica composta da tre giovani registi statunitensi volati in Darfur (Sudan) per documentarne il genocidio salvo poi scoprire invece un’altra guerra in corso nel nord del Sudan. 
Ne è nato un documentario “Invisible Children” (bambini invisibile) che denuncia i crimini perpetrati da Kony e i suoi. Ne è seguita anche una campagna: “Kony 2012” per rendere famoso Joseph Kony, non al fine di trasformarlo in una celebrità alla stregua di un attore cinematografico, bensì per far conoscere a tutti che genere di mostro sia e per creare un’opinione pubblica in grado di pressare gli Stati ad agire contro di lui. Purtroppo è solo in inglese, ma basta vedere le immagini per capire di cosa si tratta.

C’è chi accusa l’associazione di fare un lavoro sporco, usando tutto ciò per intascare i soldi dalle raccolte fondi a sostegno dei bambini sudanesi che riescono a sfuggire alla morsa dell’LRA.
Tuttavia, non è necessario mettere mano al portafoglio.
La prima cosa è far sì che il mondo conosca Kony. Perché dobbiamo sapere vita, morte e miracoli di Bin Laden e non di Kony? Ogni tanto L’LRA manda a prendere una trentina di persone da un villaggio per fare un sondaggio sul suo grado di popolarità e gradimento presso le popolazioni locali, una specie di centro statistico fai-da-te. 
Io non me la sento di fare discriminazioni. Come Mladić, Hitler o Saddam anche Kony merita tutta l’attenzione mondiale, perché negargliela? Magari qualcuno al prossimo sondaggio glielo dice. 
Sempre meglio sapere una cosa in più. A me che sto a km di distanza dall’Uganda non cambia niente, ma tra stare qui con le lacrime agli occhi per l’orrore e aumentare le voci che ne parlano be’, scelgo la via del purché se ne parli.
Secondo alcune persone è strano che se ne parli solo adesso (tesi del “a chi giova?” tipico dei nostri tempi), secondo altri ognuno deve farsi i fatti propri, altri ancora ritengono siano una battaglia persa in partenza.

La guerra comporta l’annientamento fisico del nemico, ma è davvero un nemico una quindicenne a cui si tagliano la bocca e le orecchie per puro spirito sadico? Cosa si deve dimostrare? Quale messaggio si deve lanciare?

Dominic Ongwen con Lucky Kidega (UPDF), Walter Ochora (Resident District Commissioner Gulu) e il vescovo Nelson Onono-Onweng durante uno degli incontri con i ribelli nella foresta.

Le due foto che ho postato sono le uniche sul web in cui si vede Dominic Ongwen sorridere.
Il suo volto mi ha stupito perché spesso i criminali di guerra hanno un volto serioso, degli occhi duri e iniettati di sangue e in genere hanno superato i quarantacinque anni. E mi sono chiesta come mai un volto del genere fosse al servizio di Kony. 
Il kit della campagna di Invisible Children

Se mai lo arresteranno, dirà di essere stato costretto e di non avere avuto scelta. Probabilmente è così, finché non ha deciso di andare oltre. Allora non bastano i suoi sondaggi e il fatto che chieda dei genitori e della famiglia per ritrovare l’umanità.
Non sarà il carcere a rendere una vera giustizia, ma farà in modo che ci sia un pericolo in meno per la popolazione di quel luogo, che ha almeno il diritto di dormire sonni tranquilli.

Una piccola sitografia
http://www.huffingtonpost.com/2012/03/07/joseph-kony-2012-video_n_1326313.html#s760762
giovedì 12 gennaio 2012 0 commenti

Negli occhi di chi guarda



In fondo, la differenza sta solo negli occhi di ci guarda.
Qualcuno vede amore, qualcuno vede qualcosa da disprezzare.
Poi, per fortuna, c'è chi ha negli occhi solo la libertà.

Purtroppo, diceva Longanesi, non é la libertà, sono gli uomini liberi che mancano.

mercoledì 11 gennaio 2012 0 commenti

Shanghai Devil



Shanghai Devil è il nuovo fumetto edito da Sergio Bonelli e scritta da Gianfranco Manfredi.
Grazie a Dylan Dogg, di cui sono innamoratissima, ho scoperto il mondo della Bonelli editrice e quando questa nuova serie è uscita in edicola non ho potuto far altro che comprarla. Mi è piaciuto subito sia per la storia – a me personalmente non è mai capitato di leggere di fumetti ambientati in Cina che non avessero a che fare con i manga, inoltre ho una naturale simpatia verso i romani – sia per la notevole attenzione alla sceneggiatura.
Manfredi ha scritto nel primo episodio di Shangai Devil “Il trafficante d’oppio” che
Shanghai Devil nasce da Volto nascosto, serie a fumetti di 14 episodi in uscita dall’ottobre del 2007. Il protagonista di quella serie, il giovane romano Ugo Pastore, si era trovato coinvolto nella prima guerra coloniale italiana, in Etiopia, contro l’imperatore Menelik II, e, in quelle circostanze, aveva conosciuto un affascinante e misterioso guerriero mascherato (Volto nascosto, appunto) che, dopo la guerra e prima di ritirarsi definitivamente nel deserto, gli aveva fatto dono della sua maschera d’argento. Tornato a Roma, Ufo, benché erede di una cospicua fortuna, era profondamente disilluso, perché colpito negli affetti e nelle speranze da eventi molto tragici. Lo ritroviamo, in questa nuova serie, in un contesto completamente diverso, cioè in Cina, dove suo padre Enea, agente della compagnia commerciale Caput Mundi, si è trasferito per affari.
Come specifica Manfredi, Shanghai Devil è una serie autonoma che si può leggere tranquillamente senza conoscere Volto nascosto. Ciò che mi piace di Ugo Pastore è il realismo con la quale é stato realizzato, non tanto da un punto di vista grafico, quando caratteriale e dal punto di vista delle sue (dis)avventure: si innamora di una bellissima prostituta, è un occidentale singolare che non intende avere la meglio sui cinesi, anzi, finisce per salvare un sovversivo e diventa amico di un attore teatrale, segue lezioni di lingua e cultura cinese, la sua identità viene scoperta, è un abile pistolero anche se poi non riesce a sparare a sangue freddo, sa difendersi ed è agile ma non si sa mai se nella lotta corpo a corpo possa avere la meglio, mi pare essere un idealista, più che un classico eroe della Marvel, che si scontra con una realtà difficile, piena di compromessi e zone oscure. Su ubc Fumetti, trovate maggiori dettagli.
Unica nota dolente: come sempre c’è il rischio di non riuscire a trovare le copie, a meno che non ci si sia prenotati per tempo, perché come al solito, all’inizio le edicole vengono inondate di giornali, poi man mano che la collana va avanti, la distribuzione scema. In alcuni posti non è nemmeno arrivato il fumetto.
In ogni caso, per sapere qualcosa di più sul fumetto potete andare sulla pagina del fumetto, mentre per ordinare gli arretrati di Shanghai Devil, cliccate qui



sabato 3 dicembre 2011 0 commenti

Il piccolo popolo di Terry Pratchett


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Il piccolo popolo dei grandi magazzini (Truckers 1989), Il piccolo popolo all’aria aperta (Diggers -1990), Il piccolo popolo decolla (Wings -1990) Sono i libri che compongono la cosiddetta Trilogia dei niomi (The Nome Trilogy o, negli Usa, The Bromeliad Trilogy) scritta dal fantasioso Terry Brooks.
I niomi sono un popolo di creature alte non più di 10 cm, che vive con grande difficoltà in un modo troppo grande in cui rischia quotidianamente di morire mangiato da qualche animale oppure schiacciato in pochi attimi. Naturalmente la vita si misura secondo i loro parametri: 10 anni per loro equivalgono ad un secolo e considerano gli umani sono “grossi, lenti e stupidi”.
Un giorno, Masklin, un giovane Niomo, decide di convincere i vecchi brontoloni e gli altri suoi coetanei, a tentare un’impresa davvero tosta: scappare dall’ambiente ostile in cui vivono verso una specie di terra promessa non meglio precisata. Con loro porteranno anche la Cosa, un computer che si rivelerà molto utile in futuro. Il camion su cui fuggono li conduce in un emporio fondato nel 1905 dai fratelli Arnold. Gli niomi, abituati a vivere alla giornata, pensando solo alla sopravvivenza, si troveranno di fronte a due sorprese: prima di tutto non sono soli nell’universo, e poi, nell’emporio, c’è cibo a volontà.
Dentro l’emporio, suddiviso in piani e settori, ci vivono centinaia di Niomi, divisi a loro volta in famiglie di ceto sociale diverso che si contendono il territorio e che prendono il nome dalle zone di appartenenza. Essi credono che la storia dell’Esterno abitato sia solo una leggenda e che il mondo vero sia quello creato da F.lli Arnold (dal 1905), che credono essere un’unica persona. Nell’emporio si prega “Santa Occasionissime”, il tempo viene scandito dai saldi di stagione, il freddo il calore sono determinati dall’aria condizionata, mentre la luce e il buio sono dati chiaramente dalla luce. Gli umani, che ne ignorano la presenza, pensano che nei buchi ci siano i topi e, chissà come mai, portano sempre il proprio nome appiccicato sul petto. Chissà, forse perché altrimenti non ricorderebbero il proprio nome.
Solo due, fra i niomi dell’emporio, credono subito al fatto che ci sia qualcosa all’Esterno: Angalo, un giovane entusiasta appassionato di motori e l’inventore, Dorcas. Ci sono anche dei religiosi, gli unici detentori dell’abilità della lettura, abilità vietata in particolare alle donne, perché le informazioni “surriscalderebbero” la loro mente debole.
Il Vento e la Pioggia erano antiche leggende, per loro. E così venne il Giorno e la Notte. Adesso nel loro mondo c’erano gli annaffiatori automatici e i condizionatori d’aria e la vita breve e veloce dei niomi era scandita dagli orari: d’Apertura e di Chiusura. Le stagioni dell’anno erano i Saldi di Gennaio, la Collezione Primavera, le Grandi Occasioni d’Estate e le Strenne di Natale. Guidati dall’Abate e dai sacerdoti dei Cancellieri, veneravano (in modo educato e tranquillo, senza infastidirlo troppo) F.lli Arnold (dal 1905), creatore di ogni cosa esistente, ossia dell’Emporio e del suo contenuto. Alcun clan di niomi erano diventati ricchi e potenti e avevano preso il nome (più o meno) dal piano reparto dove vivevano: i de Camicieri, i Ferramenta, i Del Icatessen. 
A contatto con l’elettricità, la Cosa, che si scopre essere un computer tramandato per secoli di padre in figlio, usato come talismano e oracolo, finalmente parla e rivela che l’emporio sta per essere demolito.
Così, i niomi sono costretti ad attuare una vera rivoluzione interna: spinti da Masklin e dalla sua innamorata, Grimma, ma appogiati anche dal nuovo Abate Gurder e da Angalo, insegnano a tutti l’arte della lettura, imparano come guidare un camion, ne rubano uno della ditta e fuggono. L’avventura rocambolesca li condurrà ad una cava. La Cosa rivela a Masklin che gli niomi, in realtà, vengono dallo spazio, e che vi devono ritornare.
Così Masklin decide di andare con Gurder e Angaloin Florida, dopo che, un giorno, sulla cava piove un ritaglio di giornale, dove scoprono dell'esistenza di Nipote Richard 39 a., il quale pare stia andando con un Concorde in Florida per vedere la partenza di uno Shuttle. Ai niomi dell’emporio, in particolare a quelli dei ceti sociali più alti, non sta molto bene che tutti sappiano leggere, che tutti possano invadere i confini delle famiglie altolocate, che debbano mangiare addirittura la (poca) carne non confezionata, ma presa da animali morti!E poi, qualcuno inizia a dubitare dell’esistenza di F.lli Arnold (dal 1905).
“E trovare Nipote Richard 39 a.; che dovrebbe essere facile, capisci, perché abbiamo il suo ritratto”
“Sì?” Fece Angalo.
Gurder lo guardò con la superiorità del giusto. “Ricorda il comandamento che F.lli Arnold (dal 1905) ha scritto nell’emporio” disse. “Non ci ha forse raccomandato ‘Se non vedete quello che vi occorre, chiedete pure ’?”
I niomi annuirono. Molti di loro avevano visto il comandamento. E anche gli altri: ‘Tutto deve scomparire’ e, vicino alle scale mobili: ‘Bambini, passeggini e cagnolini vanno tenuti in braccio ’. Parola di F.lli Arnold (dal 1905). Impossibile metterla in discussione…. Ma, d’altra parte, quello era l’Emporio, e questa era la cava.
Tuttavia, una volta partito Masklin, di fronte all’emergenza – gli umani stanno per riaprire la cava – e la fame, gli niomi, guidati da Grimma, decidono di agire. Dapprima cercano di impedire agli umani di entrare nella cava, poi sequestrano un umano, alla fine, aggiustano una Fiat Allis (di cui all’inizio ignorano la natura: “il Drago della Montagna, con gli occhi come enormi occhi, con la voce come un’enorme voce, e denti come enormi denti”) e la guidano lontano dalla cava, non prima di aver dato battaglia agli umani!
La terza parte si concentra sull’avventura degli niomi alla ricerca di un modo che li riporti alla loro Nave spaziale. Arrivano in Florida e lì scopriranno che c’è un altro popolo di niomi, i Floridiani, convinti però che la divinità che ha creato tutto non sia F.lli Arnold (dal 1905) bensì Nasa!Con il loro aiuto, Masklin e i suoi riusciranno a concludere la loro rocambolesca avventura.
La trilogia degli niomi è esilarante.
Credo che Pratchett si distingua nel panorama degli scrittori di generi di fantasia, per il semplice fatto che riesce a creare un universo parallelo dove ci sono tutti gli elementi più insignificanti o comunque facenti parte della nostra quotidianità, rendendoli diversi, unici, esilaranti, pezzi di un mondo pieno di fantasia e immaginazione,un po’ come la scopa che la Strillettera  in Harry Potter. Ad esempio, ogni capitolo si apre con alcuni versi tratta dalla bibbia degli niomi “Il grande libro degli niomi”. Alcuni esempi tratto da Il piccolo popolo decolla:


 AEROPORTO: Un posto dove la gente si affretta e aspetta.
Dall'Enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasheri.
p.11
UMANI VIAGGIATORI: Creature di grandi dimensioni, simili ai niomi. Molti umani trascorrono molto tempo a viaggiatore di luogo in luogo, cosa abbastanza bizzarra dato che comunque nei luoghi dove vanno ci sono già fin troppi umani.
Vedi anche ANIMALI, INTELLIGENZA, EVOLUZIONE E BUDINO.
Dall'enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasher
p. 39
ALBERGHI: Posti dove vengono parcheggiati per la notte gli UMANI VIAGGIATORI. Altri umani portano loro cose da mangiare – tra cui il famoso panino con prosciutto e formaggio. Ci sono letti e asciugamani e dei cosi speciali che fanno piovere acqua sulla gente per ripulirla.
Dall'enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasher
p.53
OCHE: (…) Come mezzo di trasporto, le oche lasciano molto a desiderare.
p.83
SCIENZA: Un modo di scoprire le cose e poi di farle funzionare. La scienza spiega cosa succede intorno a noi. Così fa anche la RELIGIONE, ma la scienza è meglio perché riesce a trovare scuse migliori quando ha torto. C'è molta più scienza di quanto si pensi.
Dall'enciclopedia Scientifica del Giovane Niomo di Angalo de Haberdasheri.
p.117

More about El color de la magiaCredo che questo sia lavoro ancora più complesso che inventare di sana pianta una storia.
Quindi ancora una volta chapeau a Terry Pratchett anzi, a Sir Terence David John Pratchett – che tra l’altro, non sta molto bene perché soffre purtroppo di Alzheimer – che ancora una volta ha scritto una storia magistrale. Se volete ridere senza controllo, leggete questa trilogia.
Io la preferisco a Il tristo mietitore che ho trovato di difficile lettura, non so se dipenda dalla traduzione, ma mi è sembrato un po’ farraginoso, anche se l’idea della morte che va in pensione e si concede qualche giorno di riposo in un ranch, sconvolgendo il mondo dei morti viventi e dei morti è unica.
Il prossimo libro che leggerò di Pratchett, è El color de la Magia (Il colore della magia), che ho trovato in Spagna ad un prezzo davvero stracciato. Spero sia ugualmente bello.
 
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